Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Ho davanti a me un granello, è così minuto ma si insidia dentro. È scheggia che lede e frantuma, eppure così piccolo è in grado di incidere la pelle, sarà che lì c’è una fessura. Pensavo fosse un perimetro integro e invece continuo nella ricerca e devo ricredermi. Il mio pensiero si piega e per quanto io mi sforzi ad afferrarlo lui rimane in parte, e l’altra è già più avanti, quasi non la riconosco. Incredula, sì, ma quel pensiero ha forme così familiari, che anche se in lontananza riconosco i tratti, è quella parte di me che scappa insieme alle parole, a furia di tenerle così strette, sono diventate lievi eppure suonano ancora. Non sempre la sinfonia è musicalità, a volte è violenta, ma questa è esistenza — tratti somatici che, seppur ontologici, racchiudono l’individuo con tutte le sue imperfezioni. Ed è proprio lì che mutano, come il terreno che lascia respirare ogni parte, perché i germogli abbelliscano là dove l’aridità ha fatto vittima il nascere, così sul colpo. Ahimè ebbene sì, corro, sfuggo e dopo cedo. Alla fine raccolgo frammenti di stelle che le lettere hanno maturato. Allora sia universo anche quaggiù.
© Mariangela Marrale